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Nome: Timo
Non sono un frate bensì mi sforzo di essere “un fratelloâ€. Vivo ai confini della Liguria, sono maritato e non ho due figli, perchè i nostri figli "non sono figli nostri".
Mi piace leggere, scolarmi film alla Tv e stordirmi di TG; ma alla fine cerco di far lavorare soltanto la mia materia grigia.
Ho un gran desiderio d' Infinito, di Dio. Non Lo cerco, come Diogene che cercava l'Uomo con la sua lanterna, ma come Diogene che, quando Alessandro Magno vedendolo "barbone" gli voleva donare tutti gli ori del mondo, gli disse: “ Spostati più in là perchè mi fai ombra al Sole! â€
utente anonimo in ... di ritorno da Be...
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La preghiera comincia parlando a Dio, ma deve finire ascoltandoLo. ( Seneca ) ... con oggi sospendo, temporaneamente i miei post ( per una settimana, un mese, un anno?) per, come gli altri sono soliti dire, ... "una pausa di riflessione". Sin'ora ho scritto e pregato, ora devo fare silenzio ed "ascoltarLo". Timo
I segni che hai sul viso sono il senso della vita che mi hai trasmesso con il tuo sorriso. Più gli anni passano, più ti fai bella; mi hai fatto crescere buono, sano e forte; per te sfonderei tutte le porte. Non c’è ragione, non c’è prigione che ci terranno divisi. Io sto lottando per potermi sdebitare e lo vedi anche tu quanto è difficile farlo. Seguendo il tuo esempio anch’io ci sto riuscendo. Stai tranquilla, mamma, è solo questione di tempo. Lettera di Stefano (22 anni) a sua madre, ragazza madre, che lo partorì a 17 anni e che lo ha cresciuto da sola con le vitamine dell’amore. (da Famiglia Cristiana)
Mi hai dato tutto: l’educazione e la forza di cavarmela in ogni situazione; sfratto dopo sfratto, sei stata ad ascoltarmi mentre strillavo come un matto. Non ho avuto un padre, ma tu sei stata sempre pronta a fare anche la sua parte per vedermi contento.
Il mio bene per te è troppo grande, e sfido ogni donna a prendere il tuo posto. Non ho avuto tanti regali, ma la cosa più importante era sapere che mi amavi. Anche una minestra con te era più speciale se c’era il tuo amore come ingrediente. Ricordo i giochi ricevuti a Natale, facevi sacrifici per potermi accontentare.
Non mi è mai mancato nulla, ed ogni estate, in macchina o col treno, andavamo sempre al mare. Un panino, una coca e una granita, un castello di sabbia… quella sì che era vita!
Adesso guardami mamma, mentre tocco il cielo, sai che vado fiero di essere tuo figlio.
Quando nacqui trovai una coppa, la bevvi e, in fondo, trovai una perla: la giovinezza. (da Amcizia GIFS) Perché quasi sempre troviamo Dio nel Dolore?
La giovinezza mi offrì una coppa scintillante, la bevvi e, in fondo, trovai un rubino: l’amore.
L’amore mi offrì una coppa stupenda, la bevvi e, in fondo, trovai un diamante: il dolore.
Anche il dolore mi porse la sua coppa, disperato, la bevvi fino all’ultima goccia.
Oh, gioia suprema!
La pace trova il fondamento nella povertà. La povertà sta alla base di tutta l’economia mondiale. Povertà e libertà del cuore dalle cose. Povertà è servirsi delle cose e non servire alle cose. Povertà è lavorare per vivere e non vivere per lavorare, guadagnare per vivere e non vivere per guadagnare. ( David M Turoldo ) La povertà governa l’economia mondiale, da sempre. Prima per sfruttarne le risorse, dal momento che chi è povero non beve petrolio, non riscalda con il gas le capanne o le baracche né cuoce; non mangia diamanti né oro… E poi per allevare i poveri come nuovi consumatori da depredare per la seconda volta. I poveri sono coloro che hanno poco di niente; i ricchi sono quelli che hanno il superfluo di tutto. Il poco dei poveri però è più prezioso del molto dei ricchi. Con il poco si sopravvive in una brulicante bidonville, in un villaggio aperto disperso, con il superfluo invece ci dispera, deprime in una gabbia isolata dorata. Lo dicono tutti, scienziati, medici, politici, economisti: da un lato la popolazione mondiale dei più che diventa ogni giorno più povera e dall’altro la popolazione dei meno che diventa ogni giorno più ricca. Ma siamo due facce della stessa medaglia che non possiamo giocarci a testa e croce; siamo due piatti della stessa bilancia che non può essere in equilibrio se i suoi pesi sono truccati: il piatto dei miliardi di poveri pesa meno del piatto dei milioni di ricchi. Quale pace si potrà mai raggiungere se non cambiamo volto alla povertà cambiando l’etica della ricchezza?
Soltanto Dio può dare la fede,